Carlo Monguzzi

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"SARO' SINCERO"

"SARO' SINCERO"
IL PAPA LI PETTINA TUTTI MA LORO FANNO SPALLUCCE

sabato 17 dicembre 2011

Lettera aperta a tutti i miei colleghi edicolanti e a chi ci disprezza

Cari colleghi questo sciopero è per la nostra sopravvivenza. Potrebbe essere uno dei tanti che verranno. Ma sostengo che la liberalizzazione ci distruggerà. Posso dimostrarvelo. Questa liberalizzazione ci ridurrà a niente. Ci stanno giudicando come parassiti di un sistema che noi conosciamo bene e per il quale i nostri padri hanno offerto la loro esistenza e noi ancora oggi  "consacriamo" la nostra. I proclami non servono più, se cediamo oggi, addio a noi tutti.  Il sistema è degenerato e ci sta trascinado con sè. Non dite "Sindacati di merda!" Non disprezzate nessuno. Criticate le scelte, discutete le decisioni,  ma sostenete gli ideali del vostro lavoro. Se stiamo uniti non c'è utopia, ma si raggiunge lo scopo.  Mettete da parte il risentimento per questo o per quello, che non vi è piaciuto, che non agisce come vorreste o non parla come vorreste. Aiutiamoci l'un l'altro, teniamoci  stretti, non cediamo di un passo. Chiudiamo le nostre  rivendite e diciamo,io e voi, al Governo che esistiamo. Fate sentire che le vostre aziende, le vostre famiglie sono sane, oneste e desiderose di vivere. Che vogliono aiutare l'Italia ad uscire dalla crisi. Non date l'impressione che si sia un branco di plebaglia. Qualcuno dice << ma sono dei perdenti, che cavolo vuopi che facciano. Saranno tutti aperti>> Tutti credono che noi si sia dei rozzi, degli zotici, degli incapaci nel governare le nostre attività. Così ritengono editori e distributori. Quest'ultimi non ci distribuioscono nemmeno le circolari, vogliono disprezzarci fino a dirci << non sapete fare nemmeno uno sciopero>> Se le parole amor proprio, dignità, rispettabilità, stima di noi stessi, hanno ancora un significato...Non cediamo  o perderemo tutto quello che abbiamo ottenuto con fatica e lavoro. Lavoro! Non siamo ladri, non stiamo chiedendo soldi, ma vogliamo lavorare dignitosamente.  Io con voi. I nostri maestri sono stati i nostri padri, da loro gran parte di noi hanno imparato l'abnegazione lavorativa. E anche i nuovi coloro che da poco hanno rilevato queste attività, hanno capito che è un lavoro duro, di sacrificio e che niente di tutto ciò può essere perso per una finanziaria. Coloro che  ci hanno preceduto hanno lavorato per noi , per il nostro futuro, ma hanno anche reso all'editoria un servizio enorme, immenso.Smisurato!. Un atto di devozione preziosissimo verso editori e distributori, che mai e poi mai ne hanno riconosciuto gli  sforzi. Tutt'altro. Ci hanno impoverito, fino a permettersi azioni immeritate nei nostri confronti e per le quali avremmo dovuto ribellarci prima. Molto prima! I nostri vecchi si alzavano alle quattro del mattino, non conoscevano feste, lavoravano 16 ore al giorno senza sosta. Mio padre non conosceva la parola ferie. Una volta non esistevano. Qualcuno vi dirà che adesso non è così. Certo oggi ci guidano a bacchetta. Vuoi le ferie? Certificato medico.Ti sposi? Partecipazione alle nozze. Tuo figlio fa la Cresima? Fammi vedere se è vero. E adesso arriva il Governo con la liberalizzazione. Liberalizzazione di cosa? Della schiavitù? Con una semplice comunicazione, chiunque - si chiama Scia - può attivare un'edicola o una rivendita di quotidiani e periodici. E mi rivolgo anche ai nostri colleghi che hanno fatturati altissimi...Non verrete risparmiati nemmeno voi. Anzi. Se fate fatturati alti, sarà ancora più facile che perdiate fatturato. E' una logica commerciale, non mi sto inventando niente. E cosa mi dite di eventuali iniziative commerciale che fino ad oggi sono rimaste ferme alo palo, grazie a qualche sindacalista combattivo? Si ragazzi, sindacalista! Se un supermercato, un panettiere, un bar, un...chiunque! decidesse di fare un servizio alla clientela e di "regalare" un quotidiano...? E se gli editori decidessero che la Domenica mattina fuori dalle chiese si distribuiscono quotidiani? La liberalizzazione dice che tutto ciò che non è vietato è permesso. Le regole sono poche, devi solo comunicare. E secondo voi le agenzie di distribuzione staranno a guardare? E se decidessero di non servirvi più? E se decidessero di farvi pagare il distribuito?E se...se...se....!!!!! Ci sono troppe incognite e il salto nel buio ha troppi interrogativi, che oggi sono senza risposte. Chiudete le vostre rivendite. Chiudiamo le nostre rivendite perchè dal 1 Gennaio con la liberalizzazione le nostre attività non varranno più nulla. Se volete vendere chi vi compra un'azienda che dall'oggi al domani vivendo nell'incertezza potrebbe chiudere? Dovete lavorare fino a sessant'anni. E volete farlo sotto i ponti? Non facciamoci scrupoli. Quattro soldi persi oggi, saranno il nostro investimento domani. Io non sono Dio e forse  non ho nemmeno la vocazione dell'eroe, ma sono stufo di rappresentarvi e sentirmi sempre dire che siamo una paccottaglia di falliti. Diciamo al Governo di fare una nuova legge, di rilanciare il settore, di renderci più autonomi. Diciamo agli editori che siamo disposti a riconoscerli come partner di Accordi Commerciali, diciamo ai distributori che noi siamo i loro clienti. cioè quelli che portano i soldi una volta alla settimana. Ma non siete stanchi di tutto questo? Chiudete le vostre rivendite e poi continuerete a darmi del sindacalista di merda. Ma dopo.

11 commenti:

  1. Credo che meglio di così non potevi esprimere il sentimento che deve animare questa serrata. Dignità, la parola chiave, al di sopra dell'interesse spicciolo del momento, per recuperare il ruolo che nel tempo ci hanno scippato, ossia di gente che lavora in silenzio al freddo ed al caldo torrido, 12, 13,14 ore al giorno ed oltre....non basta secondo voi per chiedere che ci rispettino????

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  2. Mi sembra che il nostro settore sia gia'liberalizzato da diversi anni,fra INTERNET,CENTRI COMMERCIALI,STRILLONI,ecc.e quindi questa mossa ha obbiettivi piu'grandi e pericolosi e antidemocratici,esempio fare sopravvivere solo i grandi editori.E i DL che cosa dicono?

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  3. ho letto e riletto e ancora di piu' condivido le vostre emozioni....
    la serrata di 3 giorni? penso che sia l'inizio per dimostrare che anche noi esistiamo.... e non siamo assolutamente una lobby!!!!!!!!!!!!! anzi dei guerrieri
    pietro edicolante di piacenza emilia romagna

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  4. Enrico Righi, giornalaio in Como18 dicembre 2011 17:10

    Chi non sciopera oggi, muore domani. In 29 anni in cui ho svolto attività sindacale, solo due volte abbiamo scioperato. Ma questa volta, letteralmente, ne va della nostra sopravvivenza. Qui non c'entrano sigle sindacali, convinzioni politiche o altro. Chi non partecipasse, perderebbe tutto. Il diritto di lamentarsi, il diritto a difendersi o a farsi difendere, perfino il diritto a proseguire la propria attività. Non voglio con questo essere prepotente. Le mie sono solo constatazioni dettate da una lunga esperienza. Io chiudo, anche se dovessi essere il solo.

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  5. Se ognuno farà ciò che deve fare, senza pensare al vicino che forse rimarrà aperto perché preferisce portarsi a casa venti euro di utile...allora la protesta avrà successo e sarà un nuovo inizio per farci rispettare da chi oramai non si merita più nulla del nostro lavoro.
    Ognuno faccia il suo dovere!

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  6. Dobbiamo farlo capire a tutti, ne va della nostra sopravvivenza. Ho due mutui da pagare e li ho fatti con la logica di avere l'incasso attuale. Con la liberalizzazione, fallirei io, la mia famiglia, la banca non riavrebbe i suoi soldi....questo serve per uscire dalla crisi?? Ma fatemi il piacere!
    3 giorni consecutivi di sciopero, facciamoci sentire
    Giulio - Milano

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  7. scioperare...e bloccare le uscite dei quotidiani dalle distribuzioni....altrimenti metteranno uno strillone davanti ogni edicola chiusa...e cosi' che cambia?che ci perdiamo solo noi....andiamo davanti alle distribuzioni davanti ai cancelli non facciamoli uscire...allora si che è uno sciopero.ma se qualcuno rimane aperto i giornali agli strilloni e ai supermercati arrivano che sciopero è?

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  8. do' ragione a tutti,bisogna scioperare,bloccare le uscite dei distributori,dobbiamo organizzarci,ne va' del nostro futuro o preferiamo farcelo cancellare in una botta sola?

    Mirko edicola Genova

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  9. Grazie Carlo,
    utile post, lo abbiamo anche linkato qui:

    http://tropicodellibro.it/notizie/sciopero-edicole-liberalizzazione/

    Ci terremmo che partecipaste tutti all'approfondimento di quell'articolo commentandolo.

    Grazie,
    TdelL

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  10. Sono un edicolante da 12 anni mi spiegate perchè la categoria dei commercianti pensa solo al proprio introito senza gurdare nessuno in faccia !! anche a scapito del proprio futuro!!! ciao a tutti. edcolante deluso dai colleghi della zona crumiri. (TO)

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  11. Questa situazione -edicolanti che non chiudono - potrebbe verificarsi o no, in altre zone. Il nostro settore è molto frazionato nella tipologia, e per alcuni l'introito della stampa rappresenta il 20% della loro attività. Prendi ad esempio le zone di confine, le zone turistiche, e via dicendo. Ma il punto non è questo. Sarà mia premura discutere con una lettera aperta al Fenagi e cercare di comprendere quali sono le motivazioni che li spingono ad isolarsi. Faccio il lavoro da tutta la vita e prima di me i miei genitori, ti assicuro...non siamo in grado di superare una liberalizzazione, senza prima avere regole certe. Lascia perdere il sindacalista. Parli con l'edicolante.Se le cose si spiegano per quelle che sono e che realmente potrebbero diventare,sfido qualunque edicolante a dissentire. Poi se non vuoi o non puoi chiudere o non sono riuscito a convincerti, ti chiedo di aiutarmi. ESPONI LA PROTESTA, ESPONI UN LENZUOLO BIANCO CON UNA SCRITTA, ESPONI MANIFESTI, DISTRIBUISCI CIRCOLARI, USA TUTTA LA TUA INFLUENZA E CONOSCENZA PER FARE IN MODO CHE GLI ITALIANI SAPPIANO DI NOI. Ti chiedo di non deridermi e di rispettare il mio sforzo.Più di questo. Cerca comunque di guardare il tuo vicino con "l'occhio del buon padre di famiglia".
    Ciao

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Ti ringrazio per aver partecipato al blog Braccia Conserte.

Braccia Conserte

" Nella mano sinistra i quotidiani compiegati. Serrati in una morsa. L'indice destro penetra il mazzo,il pollice e il medio estraggono la prima copia dal mucchio. Successivamente le copie raccolte, pigiate, solcate dall'andare e vieni della mano,che ne fissa la quadratura vengono esposte. L'una sull'altra. Perfettamente in ordine".
sciare che qualcun altro faccia il lavoro.